A conclusione del 6° Trofeo Piskeo vi vogliamo raccontare la... "STORIA DI UN PALLONCINO"  Che bella giornata di sole, il cielo è di un azzurro abbagliante, l’aria è tersa e profumata e in questa splendida cornice naturale, io sono insieme a tanti miei simili pronto a partecipare ad un evento speciale. Ho perbacco, scusate non mi sono presentato, io sono un palloncino di colore bianco e tra poco mi alzerò felice nel cielo. Oggi siamo qui, tutti insieme tenuti dalle mani di tanti ragazzi, rumorosi e felici che indossano magliette arancione e con il loro frenetico movimento sembrano tanti papaveri mossi dal vento. In un attimo, cala il silenzio sostituito da una musica dolce e penetrante, lo sento è il momento della mia libertà. Ecco… ci siamo!.. è arrivato!.. sono libero, mi alzo lentamente in aria fra urli ed applausi ed è bellissimo, ma…..cosa succede!.. il mio breve volo, viene fermato dai rami di un albero. Guardo in alto, gli altri palloncini sono già puntini lontanissimi. Io sono intrappolato, ho paura, cerco di calmarmi e comincio a guardarmi intorno. Sotto di me un enorme piscina brulica di tanti ragazzi che nuotano, tutto intorno c’è tanta gente che urla, fischia e si dimena. Un po’ più in la, una gradinata con gente festosa e strepitante. Mi chiedo: dove sono? cosa fanno tutte queste persone riunite qua? mi giro ancora intorno e quasi accanto a me, vedo una grande immagine legata ad una struttura. E’ il volto di un ragazzo, ma chi sarà? Esaminandolo attentamente mi rendo conto che ha un bel viso ma soprattutto un accattivante sorriso. Ma perché è lì? Lo cerco fra i tanti giovani che sono qui sotto, ma non lo trovo, intuisco che non c’è, ma al tempo stesso percepisco la sua presenza, in mezzo agli altri. Lui c’è, si capisce dai grandi cartelloni che portano il suo nome “Mirko” , dagli sguardi di tutti, che spesso alzano il loro volto per guardare questa bella immagine. La giornata trascorre, mentre io aspetto un soffio di vento per potermi liberare, nel frattempo tutto intorno è un avvicendarsi di musica, applausi, cori, incitamenti, gioie ed arrabbiature, ma soprattutto allegria. Riguardo con attenzione il volto di questo ragazzo, ed ho come l’impressione di vederlo nel volto di tutti gli atleti qui presenti, che strano, ognuno di loro sembra Mirko. Si fa sera si accendono i riflettori, tutti lentamente vanno via, i rumori cessano, le voci si affievoliscono, la musica svanisce, tutto viene malinconicamente riordinato. Ad un tratto un delicato venticello mi libera dal ramo e comincio a volare verso l’alto, un ultimo sguardo alla foto e tutto mi è chiaro. Un grande ragazzo, non è più tra noi, assente ma immensamente presente, questo giovane deve aver lasciato il segno nel cuore di tutti. Salgo dolcemente verso il cielo, sempre più in alto ed ho la certezza che lo incontrerò lassù ed allora mi viene una gran voglia di salire più velocemente e sono curioso e felice, tanto felice. Francesco Spada |