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Tanta luce, E’ stata una giornata ricca di luce. Così mi piace descrivere agli altri - sollecitato da Grazia - ciò che è avvenuto domenica alla piscina Cappuccini di Messina in occasione del secondo trofeo di nuoto dedicato al Piskeo. Un trofeo che voleva essere “ nazionale “ ma che è stato, per fortuna, superbamente siciliano. Gesualdo Bufalino, qualche anno fa, scriveva che la Sicilia, “ l’isola tutta è una mischia di lutto e di luce. Dove è più nero il lutto, ivi è più flagrante la luce, e fa sembrare incredibile, inaccettabile, la morte. Altrove la morte può forse giustificarsi come l’esito naturale d’ogni processo biologico : qui appare uno scandalo, un’invidia degli dei “ . Da qui, da questa “soperchieria della morte “, nasce il nostro pessimismo, in una parola, la nostra solitudine. Ma la giornata di ieri, come dicevo, è stata - per una volta - la negazione di questo contrasto, è stata la giornata della sola luce : la luce che sprigionava la mamma di Mirko, vestita interamente di bianco e non “ a lutto “ , la luce delle magliette bianchissime di ciascun arbitro , di ciascun ragazzo, mischiate ai colori allegri che piacevano a Mirko,- di Gregorio, di Yuri , di ciascun genitore, e di tutti coloro che, anche dagli spalti, hanno contribuito a far vivere questa giornata solare. Come solare e pieno di luce era il viso di una piccola nuotatrice, venuta chissà da dove, di non più di tredici anni , dai capelli rossi, con tante lentiggini e con un paio di occhiali grandi, che - insieme ad alcuni compagni - alla fine della manifestazione mi chiedeva : “ma ci sono ancora biscotti ? “; così, luccicanti, apparivano anche gli occhi di ciascuno dei ragazzi meno fortunati che affrontava la propria piccola- grande gara come la gara della vita e che rideva , contento, su di un podio pulito e privo delle immondizie che di questi giorni infestano altre discipline. Così altrettanto pulito, luminoso, è il volto di Luca ed a cui dobbiamo ancora un grazie. E’ stata la giornata dell’azzurro esagerato di un cielo stupendo che accoglieva dentro di sé quei palloncini colorati e le lettere, splendenti, che tutte insieme scrivevano , per poi consegnarle allo stesso cielo, il nome di Mirko ed il suo soprannome, giunto fin qui da un posto ugualmente carico di luce , Stromboli. Ci sono persone assolutamente uniche , chi non lo ha mai pensato, le quali , anche dopo che sono volate via, continuano ad emettere una luce particolare, e che - per questa radiosità - non si dimenticano mai, come era , ad esempio, mi viene in mente fra tutti , Massimo Troisi , e come è il nostro Mirko : sono persone che ciascuno di noi porta sempre , anche in piccoli granelli, dentro di sé. Ecco, ieri, chi era presente ai Cappuccini, ha ritrovato - per portarlo con sé - un piccolo frantume di quella grande fonte di luce che era, ed è , Mirko Laganà. Per non lasciarlo mai, anche dopo le gare, anche dopo la fine dell’attività agonistica, sportiva e quotidiana, sempre. E’ stata una giornata ricca di luce.
Messina 29 maggio 2006 PEPPE COSTA |
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